Il presente testo è
stato strutturato seguendo una logica ipertestuale.
Non è mia intenzione qui affrontare il vastissimo
campo dell’ipertesto, tanti sono già gli
interventi su questo tema, ma credo importante ora definire
cosa s’intende per ipertesto per poi chiarire
perchè il testo è stato strutturato nel
modo seguente.
Ipertesto è un termine coniato da Theodor H.
Nelson negli anni Settanta, si riferisce a una forma
di testo elettronico, a una tecnologia dell’informazione
radicalmente nuova e una nuova modalità di pubblicazione.
“Con ipertesto”,
spiega Nelson, “intendo scrittura non sequenziale
– testo che si dirama e consente al lettore di
scegliere; qualcosa che si fruisce al meglio su uno
schermo interattivo. Così com’è
comunemente inteso, un ipertesto è una serie
di brani di testo tra cui sono definiti dei collegamenti
che consentono al lettore differenti cammini”
(Nelson 1981, p. 0/2). A questa definizione iniziale
vanno poi aggiunte le riflessioni di teorici come Derrida
e Roland Barthes. Con estrema sintesi (e non rendendo
giustizia a nessuno dei teorici qui menzionati) possiamo
però dire che tutti sostengono che con il testo
iper_ si comincia ad abbandonare i sistemi concettuali
basati sulle idee di centro, margine, gerarchia e linearità
e sostituirli con le idee di multilinearità,
nodi, collegamenti e reti. Quello che ne risulta è
dunque un testo molto più aperto nel quale “la
dittatura dell’autore” risulta sempre meno
dittatura (almeno in apparenza).
Il mio testo è stato strutturato in piccoli nuclei
di contenuti conclusi, dunque leggibili anche staccati
fra di loro ma che allo stesso tempo sono collegabili
in un percorso di lettura deciso dal lettore. In coda
ad ogni argomento sono stati posti dei numeri che indicano
i capitoli collegabili proposti dall’autore, il
lettore ha la possibilità comunque di decidere
anche un proprio percorso distinto da quello proposto.
All’interno del testo vi sono dei link che possono
essere di rimando, per definire un termine o aggiungerne
informazioni, di collegamenti esterni, e dunque link
a contenuti esterni al testo stesso ed in fine collegamenti
che rimandano a media differenti come immagini e/o animazioni
e suoni: con ciò si potrebbe cominciare a parlare
anche di ipermedia, ma molti teorici tendono a non differenziare
troppo l’ipertesto con l’ipermedia sposando
questa posizione si può dire che solo i testi
ipertestuali ad ora hanno la possibilità di integrare
più media differenti.
L’ipertesto si caratterizza per essere un testo
aperto, risulta dunque molto più facile poterlo
integrare e modificare: la mia tesi si propone di non
avere un solo ed unico autore ma auspica la collaborazione
degli utenti stessi che possono così inviare
testi, riflessioni, proposte di possibili lincature.
Mi propongo la creazione di un testo aperto e dunque
rivoluzionabile dai lettori stessi come prima soluzione
per una partecipazione attiva, simmetrica e democratica
del fruitore.
“ciò che è innaturale nella stampa
diventa naturale nel mezzo elettronico e presto non
ci sarà nemmeno più bisogno di parlarne,
perché lo potrà mostrare”
J. D. Bolter