Carissimi, prima di entrare nel vivo
di questa mia relazione sulle possibilità che ha
la psicodiagnostica di allargare le sue vedute ed i suoi
obiettivi attraverso l’utilizzazione di Internet,
vorrei prima fornirvi qualche rapido cenno storico-metodologico
su come è nata e si è evoluta quella che io
considero la ‘parte più scientifica della Psicologia’,
ovverosia quella parte che si dedica allo studio ed alla
ricerca delle differenziazioni nei comportamenti delle persone.
Mi limito alle ‘persone’, in quanto non tratterò
– anche perché non ne sono competente!-, la
particolare branca relativa ai test psicologici sugli animali.
A dire il vero, proprio dalle prime esperienze di ‘stimolo-risposta’
nel famoso esperimento sul cane di Pavlov, si è sviluppata
gran parte delle successive ricerche; ma le tralascerò
in toto, per dirigermi nel campo a me più consono
della testistica umana.
Come vi può suggerire il titolo stesso del mio intervento,
la necessità sempre più marcata di riuscire
ad impiegare le risorse umane in modo sempre più
consono –e ‘umano’,aggiungo io-, riuscendo
a limitare i costi sia monetari banalmente, sia lo spreco
di tempo, sia la fatica delle persone, sia il giungere a
corrette ed adeguate comprensioni dei fenomeni sociali,
lavorativi, di disagio psicologico e quant’altro vi
viene in mente in tale direzione, questa necessità,
dicevo, richiede soluzioni che si adeguino ai tempi e che
mettano in condizione di allargare sempre più il
campo delle conoscenze utili a migliorare la qualità
della vita ed il benessere esistenziale ( formula a me cara
come psicologo specialista in Psicoterapia ). La Rete è
un mezzo straordinario se costruiamo gli adeguati strumenti
conoscitivi e se iniziamo la loro diffusione sempre più
capillare. Ormai sono anni che perseguo questo obiettivo-e
non sono il solo- e,devo dire sinceramente, con un successo
ed una soddisfazione personale che mi spronano ancor più
a fare meglio. I test psicodiagnostici che i Pazienti eseguono
via e mail in tutta Italia, nascono da costruzioni originali
e da adattamenti di altri esistenti. Ci fosse stato tutto
questo impianto informatico agli inizi della Psicodiagnostica,
chissà cosa sarebbe successo quando Binet cominciò
a formulare il suo primo test d’intelligenza, quando
l’Esercito Americano si trovò – prima
di entrare in guerra nel 1917 – nella necessità
di selezionare le decine di migliaia di reclute da inviare
in Europa, mediante test attitudinali. Questi sono gli albori
della Psicologia Scientifica, che si differenzia dalle varie
forme di Psicoterapia in quanto ha sempre cercato di adottare
criteri più omogenei di classificazione,di standardizzazione,
senza nulla togliere a quella, che si dirige necessariamente
verso altri obiettivi. In questa pur succinta disamina di
come è nata ed evoluta la ‘testistica psicologica’
( il nome è forse brutto, ma rende il suo significato
), voglio porre l’accento su come la necessità
di riuscire a trovare dei denominatori comuni per spiegare
ed anche provare a prevedere il comportamento, sia stato
il motore trainante della questione. Nello spirito scientifico
di fine ‘800 ed inizi ‘900, anche in campo psicologico
si iniziava a sentire l’importanza di trasferire le
metodologie scientifiche di allora in un campo assai più
sfumato, più arduo da ingabbiare entro schemi chimici
e matematici. Come si misuravano l’altezza ed il peso
delle popolazioni, si sarebbe potuto – si pensava-,
misurare anche l’intelligenza, l’emotività
e tutte quelle caratteristiche dell’animo umano, che
dovevano avere per forza una base comune, una base biologica,
chimica e genetica. Nacquero così le prime prove
per stabilire il livello intellettivo, test basati su una
molteplicità di fattori, che non potevano fornire
risultati univoci, come ben si comprenderà, in virtù
della forte stratificazione delle varie classi sociali e
culturali di provenienza. Lo stesso dicasi per la nascita
dei test ‘attitudinali’, ancor oggi al centro
della discussione. Accanto a questi nascevano le prove ‘diagnostiche
di personalità’, sulla scia delle intuizioni
e delle teorie di Freud, che rivoluzionò il modo
di pensare nella Psicologia dell’epoca: il Test di
Rorschach,- costruito dallo psichiatra svizzero Hermann
Rorschach alla fine degli anni ’30-, ne è l’esempio
ancor oggi più famoso e importante, studiato ed impiegato
ormai pressoché in tutto il mondo, nei vari adattamenti
culturali. Bene, tutte queste innovazioni avevano ormai
gettato le fondamenta di una disciplina che, paradossalmente,
avrebbe trovato maggior successo e valore molto tempo dopo
che i loro inventori si erano dati da fare per la sua elaborazione,
per il seguente motivo: come accennato poc’anzi, la
forte disomogeneità culturale impediva, e questo
sino a pochi decenni fa, una reale e significativa discriminazione
all’interno della popolazione osservata, in quanto
la marcatissima disuguaglianza tra le classi sociali le
rendeva non confrontabili. Mi spiego meglio: oggi praticamente
tutti i ragazzi condividono gli stessi divertimenti, hanno
il computer, la playstation, vanno per un bel pezzo della
loro vita adolescenziale a scuola, vedono la stessa televisione,
hanno i genitori che lavorano, moltissimi di loro crescono
con i nonni… e potrei continuare, ma spero di aver
reso l’idea. Altrettanto, l’esistenza ‘moderna’
impone gran parte di regole ed abitudini ormai comuni alla
maggior parte di noi, che sviluppiamo tutti le medesime
sintomatologie da disagio psicologico, curate con le stesse
medicine, anche con terapie psicologiche che un tempo non
ci si sognava nemmeno di nominare o di pensare di sostenere.
Tutto questo ha ‘omogeneizzato’ grandemente
(per non dire ‘omologato’) , la nostra esistenza
e, che ci piaccia o no, ci ha reso assai più ‘misurabili’
psicologicamente di 50 anni fa. Ecco, dunque, che i test
psicodiagnostici acquistano un valore pragmatico infinitamente
più elevato rispetto a prima, unitamente ad una loro
diffusione quale non si era mai vista finora. Nasce così
lo stimolo a perfezionare ancora questi strumenti, nella
direzione che vi ho espresso all’inizio: la Rete è
un mezzo formidabile per raggiungere risultati scientificamente
validi, confrontabili a distanza, con un risparmio di tempo,
denaro, e, soprattutto, con prove somministrabili a grandi
numeri praticamente dovunque. Adesso entrerò nel
vivo della questione con esempi concreti di quanto sono
andato sinora costruendo ed applicando in questi ultimi
12 anni di questo particolare aspetto della mia professione.
Quando,agli inizi degli anni ’90, fui chiamato in
un importante e conosciuto Istituto di analisi cliniche
di Firenze per occuparmi della parte psicologica –una
innovazione-, conobbi il dottor Gianni Fuzzi, biochimico
che si occupa tuttora della elaborazione computeristica
dei dati, vero esperto in informatica, che mi spiegò
come avremmo potuto costruire dei programmi di tipo psicologico
con test che avessero una struttura numerica di fondo. Nacque
così il Test di Scelta Alberi in versione computerizzata
ed ampliata diagnosticamene. L’elaborazione piacque
all’O.S ( Organizzazioni Speciali, la Casa Editrice
maggiore per il materiale psicologico ), che decise di pubblicarla.
Gli anni sono trascorsi e, con le nuove tecnologie non solo
meccaniche, ma con l’avvento di Internet e della posta
elettronica, ho pensato di allargare ancor più i
miei orizzonti informatici per rendere questa parte della
mia professione ancora più agevole ed innovativa,
per rispondere alle esigenze di precisione,rapidità
d’intervento ed impiego con numeri di soggetti più
ampi e non in sede. A partire da 4 anni fa, ho costruito
prove originali ed adattamenti di altri test da me utilizzati.
Il primo è stato il Mobtest –test per lo studio
e la diagnosi dello stress lavorativo; poi sono seguite
versioni ed ampliamenti diagnostici dello Zulliger test,
delle Scale per l’ansia e la depressione ASQ e CDQ
IPAT ( Insitute for Personality and Ability Testing ), dell’Hand
test, di alcune Scale del CPI –California Personality
Inventory-, poi di nuovo un test originale – il Test
sullo Stress Organizzativo Aziendale -, costruito con la
mia collega Silvia Righini. Queste prove sono allegate a
questo scritto, in modo che possano essere esaminate ed
il loro impiego compreso in misura maggiore, così
come le loro grandissime possibilità di utilizzo
attraverso la posta elettronica e via Internet in generale.
Lascio a voi immaginare la vastità e la versatilità
di impiego delle prove, negli ambiti della Psicologia del
lavoro, della Psicodiagnostica clinica ed in altri campi
ancora, con la velocità e la precisione che questi
test forniscono: io li adopero da anni in tutta Italia.
Qui termina la mia esposizione, assolutamente di tipo pratico,
in quanto soprattutto sono un ‘clinico’ ed ho
provato direttamente sempre quello di cui parlo, per scopi
mirati e non teorici, come invece sovente la Psicologia
si presta ad essere intesa. Spero di avervi resi curiosi
su quanto ho scritto ma, soprattutto, di avervi messo in
condizione di guardare alla Materia che tanto amo con occhi
differenti e da un ‘altra visuale, più scientifica
e meno parlata.